Il Kaizen e la crescita personale

La parola Kaizen deriva dalla fusione di due termini giapponesi: KAI (cambiamento, miglioramento) e ZEN (buono, migliore).

Il primo a coniare il termine fu Masaaki Imai per illustrare quale concezione alimentasse i successi dell’industria nipponica negli anni ’80 con particolare riferimento al notissimo caso della Toyota, simbolo per eccellenza della florida produzione del Giappone.

In realtà il Kaizen più che un metodo per aumentare la produttività aziendale si può considerare una filosofia di crescita che si può applicare alla propria vita come alla propria professione. Si deve al dottor Deming e si basa appunto sul cosiddetto ciclo di Deming o ciclo PDCA:

Plan ovvero pianificare

Do ovvero fare ciò che si è pianificato

Check cioè analizzare e controllare i risultati

Act cioè verificare che realmente ciò che è stato pianificato e fatto risulta essere un miglioramento rispetto allo standard precedente e quindi adottarlo come nuovo standard.

Di cosa parliamo concretamente?

Quella del Kaizen è una concezione che si sintetizza in un miglioramento continuo, in una strategia dei piccoli passi che consente la nostra evoluzione. Un processo di azioni che passo dopo passo porta a una trasformazione positiva.

Quali sono i parametri in cui si sostanzia e che solitamente facciamo rientrare nella cultura del Kaizen?

-essere proattivo e sviluppare una capacità di problem solving;

-avere un atteggiamento curioso, che ricerca l’innovazione;

-essere aperto alle collaborazioni e disponibile ai confronti costruttivi;

-coltivare spirito critico, non fermarsi alla superficie delle cose ma cercare spiegazioni e ragioni;

-sviluppare le proprie conoscenze e raccogliere dati e informazioni;

-usare la creatività per risolvere qualche inconveniente o saltare un ostacolo.

Naturalmente il Kaizen presuppone impiegare bene il proprio tempo, non disperdere competenze e risorse, prestare molta attenzione agli obiettivi e a tutto il percorso per raggiungerli, tendere alla migliore espressione delle proprie potenzialità.

In effetti muoversi nella logica del Kaizen significa investire in quel bacino di energie e di possibilità che abbiamo se siamo animati dalla sfida del miglioramento. C’è sempre qualcosa che possiamo fare meglio, c’è sempre qualche aspetto di noi che possiamo ottimizzare. È bellissimo infatti leggerlo come sinonimo di impegno e responsabilità ma anche come perenne occasione di crescita personale.

Estrapolato dall’ambito aziendale e dal concetto stretto di produttività, ciascuno di noi può farne uso in maniera straordinariamente efficace per migliorare la propria vita.

Talvolta crediamo che grandi risultati abbiano bisogno di grandi attività. Praticamente, invece, anche attraverso una serie di piccoli progressi si può fare davvero la differenza.

Ci vogliono costanza e perseveranza, per il metodo dei miglioramenti continui.

Però il Kaizen, proprio perché ci chiama a questo quotidiano lavoro di sviluppi e avanzamenti graduali ha due interessanti e preziosi vantaggi nella nostra percezione:

-innanzi tutto allenta le nostre più grosse resistenze perché non ci impone cambi spaventosi e passi giganteschi;

-poi ci consente di godere, work in progress, della gratificazione per ogni piccolo miglioramento ricaricandoci quindi di fiducia e motivazione.

Sicuramente un ottimo approccio per ispirare e organizzare più proficuamente la nostra vita, il nostro business, il nostro lavoro.

 

Stefano Pigolotti

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