Gestione del tempo

Nel business si parla tanto di time management ovvero di quel lavoro di pianificazione e di controllo del tempo ritenuto essenziale per l’efficienza, l’efficacia e la produttività. Il tempo è risultato e il tempo è denaro sono adagi piuttosto in uso, nel mondo aziendale.

In realtà il tempo è una preziosissima risorsa, per tutto e per tutti, in ogni ambito. Lo è perché non torna quindi quello che sprechiamo è perduto. Lo è perché se sappiamo rispettarlo, impiegarlo, viverlo, è lo spazio che ci consente di essere e di fare, di godere di molte situazioni e momenti, di raggiungere obiettivi, di esaudire desideri.

Ma quante volte affrontiamo le giornate come una corsa contro il tempo?

Il tempo tiranno, il tempo che non basta mai, il tempo che fugge.

Questo comporta stress, genera frustrazione, ci fa perdere momenti e occasioni, fa accumulare incombenze, proroga -talvolta a tempo indeterminato- i nostri sogni e i nostri progetti.

Quante volte rinunciamo anche a qualcosa di bello e importante perché non abbiamo tempo?

Sì, il tempo è pure dispettoso. Ci presenta il conto di quello che abbiamo sperperato come se fosse cosa da niente.

 

Possiamo gestire il tempo?

Quando parliamo di gestione del tempo spesso abbiamo in mente metodi e strumenti per governare le nostre abitudini.

-Possiamo imparare a tracciare un magnifico specchietto di attività, propositi, idee per distinguere bene le priorità da ciò che è rimandabile, delegabile o addirittura superfluo.

-Possiamo ingegnarci con una to do list dove annotare e poi spuntare gli impegni della giornata in maniera da avere una pista da seguire scrupolosamente.

-Possiamo allenarci ad imporci una sorta di rituale quotidiano che vede come prima cosa il disbrigo di ciò che è davvero indifferibile e di ciò che riteniamo essenziale e poi via via, quando le ore galoppano e la stanchezza le segue, dedicarci a ciò che non è improcrastinabile, è più facile da svolgere, ci richiede meno attenzione.

 

Ma quante volte tutti questi programmi e propositi saltano?

Saltano perché ci lasciamo distrarre, innanzi tutto. Saltano perché qualche urgenza o qualche imprevisto sembrano bussare alla nostra porta proprio per farci deviare i piani. Saltano perché impieghiamo male il tempo che abbiamo a disposizione. Saltano perché talvolta non riusciamo a dire no quando invece dovremmo.

 

Stefano Pigolotti non ha mai problemi di gestione del tempo?

Li ho, come tutti. Li ho perché ho il mio elenco di doveri, faccende, sogni, intenzioni e non è detto sia tutto possibile e fattibile nel lasso di vita che mi spetta.

Ho raggiunto però qualche punto fermo che migliora notevolmente il rapporto con il tempo.

 

1)Innanzi tutto è necessario riconoscere il valore, del tempo. Dargli la rilevanza che ha significa dare significato alle scelte e impegnarsi a non sprecarne. Il grande soccorso della consapevolezza, che fa vivere il presente e ci fa stare focalizzati, evita il dispendio inutile.

 

2)Secondariamente dobbiamo individuare la nostra quantità di carica, di energia: ovviamente non ci è consentito fare tutto, ci è consentito invece fare bene un certo numero di cose. La nostra energia ci dà la misura del tempo utile, il tempo in cui possiamo rendere al meglio delle nostre qualità e capacità, il tempo in cui siamo forti, lucidi, reattivi, abili, il tempo sul quale puntare. A questo è indispensabile sommare quello del riposo, dell’amore, del divertimento, del cibo, degli hobby rilassanti. Non è un tempo minore, quest’ultimo. Tutt’altro. Abbiamo bisogno di un tempo rigenerante per poi tornare a lavorare, a fare sport, a rispondere ai nostri ruoli e ai nostri adempimenti.

 

3)La terza azione è pronunciare i famosi no, dobbiamo cioè sottrarci a quello che sappiamo essere una perdita di energia/tempo.

 

4)Ultimo ma non ultimo grande intervento per rapportarci proficuamente e in benessere al nostro tempo, è interrogarci costantemente: verifichiamo quanto siamo soddisfatti della gestione del nostro tempo, quanto ce ne manca perché ci siamo persi in mille rivoli di sciocchezze, quanto abbiamo smesso di destinarne a ciò che davvero ci farebbe stare bene, ci farebbe conseguire risultati migliori, ci farebbe risparmiare ore o giorni di fatica, di fastidio e di insoddisfazione.

In definitiva lottiamo contro il tempo o

contro noi stessi intenti a farci sviare da troppi input?

Aderite a Sconnessi Day? Un giorno intero senza internet, un giorno intero off line. La rivoluzione digitale qualche risvolto negativo lo cela. L’uso smodato dei social ha evidentemente creato dei problemi di comunicazione e socializzazione. È la prima gigantesca distrazione di massa. L’invito a disconnetterci dallo smartphone per connetterci tra noi arriva dal cast del film “Sconnessi” e sarà un grande test.

 

5)Non è più pensabile vivere sconnessi ma è assolutamente necessario gestire anche il tempo del web e dei social, spegnere le suonerie di notifica, smetterla di sbirciare i likes, dimenticarsi di leggere e rispondere in continuazione a messaggi e commenti.

C’è un momento della giornata per i social e c’è tutto il resto della giornata per molto altro.

Rispettare e valorizzare il tempo ci riconcilia con le nostre possibilità.

D’altra parte pensare di dominarlo è ansiogeno, ottimizzarlo ci suona meglio.

Stefano Pigolotti

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