Gentilezza: il coraggio di essere buoni con se stessi

Curioso pensare che si possa o si debba essere gentili con se stessi?

In realtà non sono affatto rare le persone che praticano la gentilezza e sono inclini alla tolleranza e all’indulgenza con gli altri e stentano invece a fare altrettanto con se stessi.

Forse un po’ tutti, in misura maggiore o minore.

Essere buoni con gli altri deriva dall’educazione, dalla generosità, dalla sensibilità.

Ci fa sentire giusti, apprezzabili, umani. Ci torna indietro in forme di simpatia, affetto, riconoscenza.

Con noi stessi spesso è più complicato, essere buoni. Ci valutiamo con maggior severità. Siamo portati a condannare e punire ogni nostra mancanza, ogni errore, ogni inadeguatezza o insoddisfazione.

Non usiamo quella potente e straordinaria virtù che è la compassione. Giudichiamo le nostre emozioni, ci creiamo o alimentiamo sensi di colpa, proviamo facilmente vergogna quando facciamo qualcosa che ci risulta inappropriata.

Esercitiamo talvolta una feroce autocritica. Lo facciamo per sfiducia, per paura. Lo facciamo perché siamo stati probabilmente abituati a pretendere molto da noi stessi, perché ci hanno insegnato che un errore è riprovevole, perché abbiamo accumulato il timore di non essere accettati e amati se non conformi a un modello e a delle aspettative.

Proprio questa rigidità ci impedisce di perdonarci.

Ecco perché parlo di coraggio. Se fatichiamo a trattarci con gentilezza, dobbiamo compiere un atto di coraggio. Il coraggio di donarci la nostra bontà. Talvolta questo significa compiere un lungo viaggio, un viaggio dentro di sé. Un viaggio impegnativo ma che vale la pena affrontare.

Stefano Pigolotti è sempre capace di gentilezza nei propri confronti?

Ho imparato. Imparato che la virtù della compassione verso se stessi è un cammino di crescita. Non significa affatto concedersi tutto, ammettere qualsiasi scivolone, non rimediare agli sbagli, sottrarsi alle responsabilità, giustificare tutto. Significa fare pace con se stessi e con la propria vita. Significa accettare le proprie imperfezioni. Significa concedersi nuove opportunità.

Ci sono ragioni che possono indurci a un fallimento, ci sono limiti naturali che non possiamo superare, ci sono sviste che possono capitare, ci sono azioni o reazioni che non sempre riusciamo a controllare.

Vale per ognuno di noi, vale anche per Stefano Pigolotti.

E allora?

Allora dobbiamo trarne lezioni, non pronunciare condanne. Sono tutte occasioni per riflettere, per conoscerci, per migliorarci. Sono momenti da accogliere per capire: capire che possiamo meritare dolcezza e comprensione, capire che possiamo prenderci cura di noi e della sofferenza che proviamo, capire che invece di sprecare energia ad autocommiserarci o a punirci possiamo usarne per riconciliarci con le nostre fragilità.

È un punto di partenza, la gentilezza.

Ogni volta che riusciamo a essere più buoni con noi stessi facciamo un passo avanti, diventiamo più forti, troviamo nuove prospettive.

Ci cala perfettamente nella nostra umana dimensione: non siamo e non dobbiamo essere supereroi, possiamo ammettere i nostri “momenti no”, abbiamo il diritto e il dovere di volerci bene nonostante le defaillances. Tutto sommato questo è anche un bagno di umiltà che giova alle nostre relazioni, che aumenta la nostra disponibilità e capacità di comprendere gli altri, che ci offre uno stimolo per rialzarci dopo una caduta.

Volete un consiglio in stile Stefano Pigolotti?

Immaginate (meglio ancora, testate) l’effetto portentoso di un sorriso a qualcuno in difficoltà. Invece di additarlo e biasimarlo gli esprimete comprensione, sostegno. Quasi come se pronunciaste un “può succedere, tranquillo, vedrai che puoi rimediare”. Pensate a quale sollievo procura. E poi pensate che ugualmente siamo tenuti a fare con noi stessi. Proprio perché ricarica.

In definitiva in assenza di bontà verso noi stessi non facciamo che peggiorare la qualità della nostra vita, le possibilità di risultati, l’evoluzione della nostra forza e delle nostre qualità. Perdonarci migliora il nostro stato d’animo e ci aiuta a proseguire in maniera decisamente migliore.

Ripeto: impariamo dalle lezioni, non dalle autocondanne.

 

Stefano Pigolotti

 

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